CONSULTO PSICOLOGICO ONLINE GRATUITO
Per chi cerca o ha trovato uno
psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in Salerno e in Campania
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DOMANDE E RISPOSTE
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N.B.: non vengono pubblicati tutti i consulti psicologici online e non sono menzionati elementi biografici, anagrafici, geografici e temporali legati all'identità degli utenti che hanno richiesto il consulto online dopo aver preso visione dell'informativa sulla garanzia della privacy adottata da Ennio Preziosi in linea con le vigenti norme.
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CONSULTO ONLINE:
RISPOSTA: Gentile lettore/rice,
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CONSULTO ONLINE: vorrei avere una consulenza per capire se l' ipnosi mi può aiutare
RISPOSTA: Sono disponibile a riceverla presso il mio studio di Salerno, previo appuntamento ai numeri sottoindicati, preferibilmente al cellulare. Cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: dipendenza da cocaina del marito caro dottore sono una donna sposata e con 2 figli e da 4 anni o un problema che x me e grave. mio marito a preso il vizio di sniffare lavora non ci fa mancare niente ma tutte le sere e la stessa storia e una cosa che io non sopporto la odio con tutta me stessa.le o provate tutte a minaciarlo di andarmene di non pensarlo e farlo fare quello che vuole a fare casino tutte le sere ma niente lui e pentito mi dice non lo faccio piu ci prova per un giorno massimo due e poi punto e capo ogni volta io lo amo con tutta me stessa ma non sopporto piu questa situazione cosa posso fare anche xke lui e una persona molto irruenta e nervosa come ne parliamo un po in piu subito si arrabbia e avolte mi dice che a volte lo proprio x colpa mia xke io lo presso troppo ke piu provo a privarglielo e lui piu lo fa nn accetta ke io lo metta i piedi davanti ke deve capirlo da solo ma io mi kiedo quando ke sono passati gia 4 anni con questa storia ke faccio? arrivederci e grazie
RISPOSTA: Gentile lettrice, la dipendenza da cocaina non può essere superata con la sola forza di volontà personale, ma va curata con una psicoterapia individuale, e nei casi in cui si sia protratta già da diversi anni, è necessario anche un supporto farmacologico e una psicoterapia di gruppo in una comunità di recupero specifica, oppure presso la ASL della sua zona. Al SerT (Servizio Tossicodipendenze) della sua ASL può chiedere tutte le informazioni che le servono per indirizzare suo marito verso la liberazione. Fatta questa premessa, tenga conto del fatto che lui e solo lui può decidere di cambiare, e che né lei né nessun altro può imporgli una cura. Un aiuto psicoterapeutico da un privato può essere, per mia esperienza, un indispensabile complemento. Un cordiale saluto,
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CONSULTO ONLINE: fobia specifica, temporali non riesco piu a controlalre la mia paura per i temporali. anche se non ci sono ancora nell aria, inizia la mia ansia che mi fa chiudere in casa e tento in tutti i modi di dormire, prendendo soprattutto tranquillanti come tavor oro, che spesso non fanno piu effetto!
RISPOSTA: Cara [Nome], mi scusi se sono tanto chiaro nell'esprimere questa mia opinione, ma è davvero impensabile che a 24 anni una donna debba ricorrere ad una sostanza, che genera dipendenza e comporta assuefazione, anzichè intraprendere una psicoterapia. La sua paura è probabilmente l'espressione di un assetto più generale di tendenza all'ansia, di cui è assolutamente raccomandabile che si prenda cura, trovandosi uno psicologo nella sua zona. Nello specifico, esistono anche tecniche psicologiche da mettere a punto individualmente all'interno delle sedute e che la aiuteranno ad affrontare gradualmente la sua paura. Un cordiale saluto,
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CONSULTO ONLINE: coppia e libertà sessuale Ho bisogno di una consulenza, il mio fidanzato 3 anni fa ha perso i genitori causa brutto male,non e' riuscito a superare,credo sia impossibile,si e' divertito un po', ma cercava la donna della sua vita,ora con me dice di >averl atrovata, ma che ha bisogno di cambiare donna in quel senso..cosa devo fare oltre a stargli vicino ,continuarlo ad amare?? Ora mi sta allontando...fase bruttissima per me..perchè' lo amo!!! Anche lui ci tiene a me, pero' mi sta iniziando a dire che non vuole farmi soffrire,che devo pensare piu' a me stessa,ma tutto cio' via sms...non vuole non riesce a incontrarmi...non so piu' cosa pensare?? Ho bisogno di capire...non riesco a staccarmi da lui....anche se mi tratta con freddezza....cosa posso fare? Ha momenti ha fatto anche progetti futuri ma poi si tira indietro...lui ha dei valori imposrtanti come me, sento che siam fatti l' uno> per l altro....Saluti
RISPOSTA: Cara [Nome], dalle sue righe la sofferenza di cuore emerge chiara e piena. La situazione sembra essere davvero amara, dal momento che l'abbandono che sta subendo è dovuto ad uno dei conflitti interiori più drammatici per un uomo: il conflitto tra amore e sesso. Il bisogno di esplorare, di avere esperienze, è un impedimento importante all'instaurazione di una relazione duratura, ed è una necessità da rispettare e da attraversare, non già un capriccio incomprensibile che allontana l'amato. E' il segnale che per una persona, prima di "fermarsi" e raggiungere una base stabile di relazione, occorre accumulare ulteriori "informazioni", intese come rapporti, esperienze, scambi, conoscenze. Impedire questo processo è come voler arginare una cascata con una diga: anche se vi si riuscisse, prima o poi la diga strariperebbe in ogni direzione. Nessuno può impedire ad un altro di attraversare un pezzo di cammino della propria vita, e il suo fidanzato sembra essere su di una strada diversa dalla sua. "Dare un aiuto" al suo fidanzato, come scrive nell'oggetto della sua email, potrebbe significare lasciarlo libero, proprio in nome dell'amore che prova per lui, di percorrere la sua strada. Il dolore del distacco può manifestare delle insicurezze (inevitabili in questi momenti) di cui sarebbe utile che si prendesse cura con dei colloqui psicologici. Mi risponda pure se desidera, un cordiale saluto,
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CONSULTO ONLINE: malattia cronica e mente ho 22 anni da2 anni è insorta una malattia che non riesco aconvivere ho il *** *** *** e molte volte al giorno lamia glicemiaè alta edevo fare almeno 5 insuline al giorno oppure lanotte vado in ipoglicemia ho sofferto dapiccola cresciutadasola con mia madre, che per ilsuo lavoro con i turnidi notte sono stata costretta a creswcere in varie famiglie ora lavoro in un *** *** per pochi soldi e la miavita è una isoddisfazione continua la ringrazio per avermi accordato lasua disponibilità la saluto
RISPOSTA: Gentile lettrice, anche se l'esperienza della malattia provoca sofferenza nel corpo e nella mente, è necessario operare uno sforzo per riuscire ad apprendere tutto ciò che una condizione patologica vuole e può insegnarci. Virtù come la temperanza, la costanza, la pazienza, la responsabilità per il proprio corpo, il valore dato ai momenti di benessere, la forza con cui misurarsi nei momenti di malessere, l'aspirazione ad una dimensione spirituale... tutte queste cose sono i "doni" di una malattia. Chiaramente, questo tipo di ragionamento lo si può acquisire con calma, con il tempo e preferibilmente con l'aiuto della psicoterapia, viste anche alcune insoddisfazioni e sofferenze, presenti e passate, a cui fa cenno nella email. Le garantisco che è possibile adattarsi ad una malattia cronica, e come le ho scritto sopra, raccoglierne i "doni", per quanto lontano e arduo le possa sembrare questo discorso. Può replicare a questa email, se desidera. Cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: dipendenza affettiva da fine aprile sto con un un uomo di 50 anni "libertino" nell'animo.egocentrico e narciso.Giura che mi ama ma con il suo carisma e fascino non puo' fare a meno di destabilizzare donne (stupende!)per farle veramente strisciare ai suoi piedi( e accade puntualmente!) non dico che poi "concluda" perche' mi racconta tutto( di messaggi ,telefonate che poi queste donne,gli mandano e come lui risponde per provocarle ulteriormente)ma inizia ad esser molto difficile cercare di essere superiore e lasciarlo "autoglorificars" nell'ultimo mese gli ho fatto anche violente scenate di gelosia e lui mi accusa di non capire questo suo"problema"cioe' che deve alimentare il suo ego smisurato in questo modo.e' piu' forte di lui ma io mi chiedo se davvero un uomo cosi' possa mai amare! sara'che magari mi tiene buona e soggiogata perche'gli do' soldi x risolvere i suoi casini con ex e figlie o perche' avendo dei problemini sessuali(un'erniali ha tolto un po'sensibilita'organo sessuale) si sente insicuro??
RISPOSTA: Gentile lettrice, l'oggetto che lei ha scelto ("dipendenza affettiva") per la sua email è quantomai appropriato. Dietro a una dipendenza affettiva possono celarsi sentimenti di bassa autostima; tendenza a negare le proprie emozioni e i propri diritti in rapporto agli altri, in favore di un costante sforzo teso alla comprensione/giustificazione dell'altro (rilegga le sue ultime righe); timori, rabbie e sensi di colpa mal gestiti; desiderio reciproco di dominarsi a vicenda in una sorta di competizione. Di solito impariamo la dipendenza all'interno del rapporto coi genitori, e con la madre in particolare. Sono alcune interpretazioni e ipotesi: andrebbero tutte verificate, e farlo credo che sia un'opportunità doverosa e utile, con l'aiuto di uno psicologo e di letture appropriate. Per quest ultimo aspetto della sua evoluzione personale, le consiglio il famoso "Donne che amano troppo" di Robin Norwood, oppure "Difendersi dai narcisisti" di Les Carter. Mi risponda pure se desidera, cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: bisogno di aiuto psicologicoSalve dottore, è da tempo che vorrei chiedere un consulto da un psicologo perché mi sento inadeguata, inutile, incapace (anche se so che obiettivamente ciò non è vero) e la mia autostima è decisamente troppo instabile. Non so cosa devo fare della mia vita, sono confusa. Avevo un fidanzato da un anno e mezzo ma poi l'ho lasciato per andare con altri due ragazzi, ho quasi fatto sesso con loro ma poi ho rinunciato, non è da me. E ora sono tornata dal fidanzato. Mi sento confusa. Sono costantemente depressa, vorrei uscire, divertirmi. Ma non cambia nulla, nemmeno l'alcol riesce a tirarmi su. Vedo i miei conoscenti che fanno ciò che gli piace (fotomodella, trasferirsi dal fidanzato, lavorare) io invece non faccio nulla, ho tanti sogni ma i miei genitori (ed io) mi ripetono che non sono in grado, e io penso che siano sogni irraggiungibili, o comunque che io non sono in grado di raggiungere. Vorrei sfogarmi, parlare con qualcuno. Ho bisogno di aiuto. La prego, mi aiuti.
RISPOSTA: Gentile lettrice,
credo che il primo passo per il cambiamento lei l'abbia
già fatto: prendere consapevolezza di ritrovarsi in una
condizione dolorosa e in una situazione confusa, dalla quale
desidera uscire, per migliorare il dominio che ha su se
stessa, sui suoi scopi e desideri, sulle sue relazioni.
Anzichè farsi trascinare dal dolore e dalle
insoddisfazioni, lei riconosce il profondo valore del
confronto psicoterapeutico, da cui nascono le migliori idee
e quindi le azioni più appropriate per la propria
evoluzione personale. Ha bisogno di scoprire la sua potenza,
la sua iniziativa, e di smantellare tutte quelle
convinzioni, che nascono essenzialmente nei rapporti
familiari precoci e attuali, e che potrebbero mantenerla o
portarla in una "zona di comfort" nella quale non rischia,
non si mette in gioco, non sceglie e non sbaglia, ma
rallenta il suo cammino evolutivo. Nelle righe che ha
scritto appare davvero motivata a cercarsi uno psicologo:
faccia in modo che non sia solo il dolore o l'emergenza a
farla arrivare a concretizzare questa decisione, ma la sua
voglia di crescere.
Cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: maternità e problemi di coppiail mio ragazzo mi ripete in continuazione che mi ama, mi riempie di coccole e baci ma evita accuratamente di fare l'amore con me. il più delle volte perchè è stanco ma alla fine trova sempre una scusa . non vuole affrontare la cosa ed evita anche di parlarne.dopo la nascita del bambino la situazione è anche peggiorata, ora facciamo l'amore una volta al mese o anche meno e di solito solo su mia insistenza. non raggiungo più l'orgasmo e mi sento trascurata.vorrei proporgli una terapia di coppia
RISPOSTA: Cara [Nome],
la maternità della propria compagna può comportare una
flessione del legame erotico della coppia. Questa è dovuta
soprattutto alla nuova distribuzione degli affetti, che
inevitabilmente sono convogliati verso il nuovo nato, e alla
nuova immagine che la neo-mamma assume agli occhi del
partner. Esplorando ed attraversando tutte le forme in cui
queste (ed altre) convinzioni disfunzionali si sono
costituite nelle menti e nella relazione, con la
psicoterapia di coppia si può arrivare a comprendere e a
sentire che ci può essere spazio, amore e passione per
tutti. La questione chiaramente cambia se il calo di
desiderio del suo ragazzo è già preesistente alla sua
maternità e con questa si è solo approfondito.
Probabilmente potrebbe essere necessario anche un percorso
individuale del suo ragazzo, che potrebbe soffrire di un
disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, dietro al quale ha
da esplorare e lavorare. Provi a bilanciare, meglio che le
riesce, nei confronti del suo ragazzo un atteggiamento
comprensivo da un lato e un'affermazione decisa e
consapevole del suo diritto ad una vita sessuale
soddisfacente dall'altro.
Un cordiale saluto,
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vorrei saper di piu su gli attacchi di panico cm mi devo comportare in caso ci sia,sono 4 anni che soffro di questo > disturbo e nn riesco a uscire da questo incubo quale medicina posso prendere e sopratutto fanno ingrassare help..risp subito grazie...
RISPOSTA: Cara lettrice,
il suo mondo interno, le sue emozioni, le sue difficoltà, sono troppo importanti e delicate per poter essere esaminate e risolte, dal punto di vista psicologico fino a quello farmacologico, in un consulto online. Forse ha bisogno di darsi importanza, di assumere "il diritto" di stare male e di dover avere un aiuto, e solo allora, quando avrà dato la giusta dignità a se stessa e alle sue difficoltà, e avrà superato l'inevitabile imbarazzo iniziale, potrà davvero trovarsi uno psicologo nella sua zona e lavorare seriamente su se stessa. Perchè è proprio questo che le indico, nonostante avverta nelle sue righe una fretta (e frettolosità) a voler avere una risposta, una soluzione, che però sarebbe solo una "liquidazione" di qualcosa di troppo importante - lei e la sua vita interiore - da non essere presa in considerazione all'interno di un percorso di psicoterapia. Per qualunque impressione in merito a questa risposta, o per qualunque altra informazione o aggiornamento, può rispondere a questa email, se desidera. Cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: depressione e autostima
Buon giorno Dottore, purtroppo credo che soffro di depressione ed un autostima bassisimo. Ho avuto un litigio con i miei fratelli per quale non abbiamo parlato per due anni. Mi sono sentita abbandonata da loro e anche del resto della mia famiglia ecetto mia madre. Mio padre è mancato quando avevo 11 anni , poi mia madre si è risposata ma è mancato anche il secondo marito di mia madre. Ho paura di rimanere da sola, ho paura di essere buttata via, ho bisogno dell'approvazione degli altri. Molto spesso non mi sento adequata. Putroppo sto prendendo anche pillole ormanali per una problema genecologica e ho notato che rafforzano questo stato di depressione. Come potrei uscirne? Come potrei ritrovare me stessa? Può aiutarmi in qualche modo? é la prima volta che mi rivolgo a qualcuno con questa cosa , mi sento in imbarazzo.. ma forse Lei può darmi qualche consiglio. La ringrazio tanto e aspetto sue notizie. Cordiali saluti, Gabriella Buon giorno Dottore, purtroppo credo che soffro di depressione ed un autostima bassisimo. Ho avuto un litigio con i miei fratelli per quale non abbiamo parlato per due anni. Mi sono sentita abbandonata da loro e anche del resto della mia famiglia ecetto mia madre. Mio padre è mancato quando avevo 11 anni , poi mia madre si è risposata ma è mancato anche il secondo marito di mia madre. Ho paura di rimanere da sola, ho paura di essere buttata via, ho bisogno dell'approvazione degli altri. Molto spesso non mi sento adequata. Putroppo sto prendendo anche pillole ormanali per una problema genecologica e ho notato che rafforzano questo stato di depressione. Come potrei uscirne? Come potrei ritrovare me stessa? Può aiutarmi in qualche modo? é la prima volta che mi rivolgo a qualcuno con questa cosa , mi sento in imbarazzo.. ma forse Lei può darmi qualche consiglio. La ringrazio tanto e aspetto sue notizie. Cordiali saluti, [Nome]
RISPOSTA: Cara [Nome],
nei percorsi delle nostre vite ognuno si ritrova dei grandi compiti da portare a termine, degli apprendimenti da compiere, e tutto questo è determinato proprio dalle difficoltà che incontriamo. Nel superarle, acquisiamo informazioni, conoscenza, forza, e siamo in grado di trasmettere tutto ciò a chi ci è caro. Se restiamo schiacciati dalle difficoltà, il nostro atteggiamento invece è e rimane non costruttivo, per noi stessi e per coloro che si legheranno a noi. Una delle strade per comprendere e trasformare le difficoltà della nostra vita, e per trarne forza e insegnamento, è la psicoterapia. Per intraprendere questa strada, che implica la condivisione, la confessione, l'apertura, è necessario vincere un iniziale e comprensibile imbarazzo. Questa emozione, questa vergogna, può naturalmente comunicarla allo/a psicologo/a che la esorto a trovarsi nella sua zona, e piano piano vedrà che lascerà lo spazio a quanto di meglio può venirci dalla pratica della psicoterapia: dedicarsi un'ora la settimana (o come diversamente concordato) per condividere e trasformare i propri dolori e le proprie insicurezze in conoscenza, forza, rinascita. Mi aggiorni e mi risponda pure se crede e le giungano i miei più cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: richiesta di diagnosi
I sintomi sono iniziati a 16 anni con disturbi alimentari che si sono protratti per un anno e mezzo con l'alternanza di bulimia e anoressia.Ho risolto il problema alimentare del tutto(a parte che quando sono nervosa non mangio niente).Al momento sono in cura con uno psichiatra del cim della mia città che dopo diverse terapie mi ha prescritto lo xanax rp da 1 mg la mattina e il seroquel rp da 300 mg la notte.Non ho mai ricevuto una diagnosi,da nessun spiecialista che ho consultato.Da poche settimane sono in psicoterapia.I miei sintomi sono:ipersonnia o insonnia(dormo la mattina e passo la notte in bianco),non riesco ad uscire da sola ed a guidare ,fobia sociale(mi terrorizza uscire e frequentare posti affollati),ho forti scatti di rabbia verbale e fisica incontrollabili,tachicardia,assenza completa di desiderio sessuale che stà mettendo in crisi il rapporto con il mio ragazzo che tra l\'altro tratto malissimo senza motivo.Quale potrebbe essere la diagnosi?posso guarire?e > come?grazie
RISPOSTA: Gentile lettrice,
uno dei motivi di maggiore sofferenza per noi esseri umani è l'utilizzo di etichette, di definizioni e di sentenze che "impacchettano", chiudono e congelano la vastità e la libera trasformazione dei nostri modi di essere. Dal momento che la psicoterapia è proprio la strada di questa trasformazione, in questa strada esistono delle regole (la frequentazione assidua decisa con gli appuntamenti, ad esempio; la modalità di pagamento; i preavvisi per i rinvii...), ma non devono esistere limiti ed etichette diagnostiche su di lei, che è in trasformazione ed è "qualcosa" di molto più vasto e ricco di un'ottusa definizione diagnostica. In psicoterapia infatti le diagnosi non servono, e non si fanno. Servono solo nei tribunali, per le perizie, o nelle strutture sanitarie, per la compilazione delle schede amministrative e cliniche varie necessarie alla gestione della struttura, o per la condivisione di informazioni tra clinici. Servono agli addetti ai lavori per provare a comunicare tra di loro e per semplificare delle nozioni all'interno di manuali, conferenze o discorsi. Ma a lei che è in terapia, non serve, per lei, non ha senso, anzi sarebbe deletereo "chiudersi" in qualcosa da cui la stessa psicoterapia la vuole far "uscire"! Sono pertanto certo che il/la psicoterapeuta da cui va non si sia mai più di tanto incasellato (né abbia incasellato lei) in una diagnosi, ma abbia al contrario lasciato la sua mente aperta e libera a quella che è l'esperienza esistenziale ed emozionale della paziente che ha di fronte. Buon lavoro, perseveri nella terapia e le giungano i miei più cordiali saluti,
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CONSULTO ONLINE: ansia "da allontanamento"; psicoterapeuta cognitivo comportamentale e psicofarmaci
Salerno, salve...il mio problema riguarda il fatto di dovermi allontanare da casa..!! gioco a calcio ed ho la possibilità di andare a giocare in serie A in svizzera..il solo pensiero di andare così lonatno da casa mi manda nel panico..pure ora che sono a casa! faccio fatica a respirare..mi si offusca la vista e mi gira forte la testa!! non vorrei arrivare a prendere nuovamente i psicofarmaci visto che ho terminato la cura circa 3 mesi > fa(ricordo cipralex gocce..assunzione per un anno, 10 gocce al giorno). come posso comportarmi..visto che il mio problema di ansie e panico non è del tutto > sparito..nonostante l'assunzione di un anno del cipralex
RISPOSTA: Caro lettore,
tenga presente che il cipralex non è curativo, ma ha lo scopo di tamponare i sintomi nel periodo in cui viene assunto. Al termine dell'assunzione, nella quasi totalità dei casi, avviene una ricaduta che a volte è ancora più demoralizzante. Per risolvere il suo problema alla radice è necessario che adotti delle tecniche cognitivo-comportamentali che può apprendere da uno psicologo specializzato in tali tecniche. Nel giro di 6-8 mesi di psicoterapia cognitivo comportamentale a cadenza settimanale potrà risolvere in larga parte e in maniera definitiva i suoi disagi. Mi ritenga a disposizione per ulteriori informazioni. Cordialmente,
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CONSULTO: attacchi di panico - ansia sociale - ipnosi
salve dottore io soffro diansia e attacchi di panico da 2 anni ho cambiato olti dottori e attualmente sono in cura con en gocce e sereupin ma mi sento ancora strana qualkosa ke mi fa sentire inferiore agli altri vorrei sapere se lei e anke ipnoterapeuta e se con questa tecnica ci sono dei risultati spero che mi possa aiutare grazieeeeeeeeee
RISPOSTA:
Salve,
lei fa accenno alla sensazione di "sentirsi inferiore agli altri", una condizione che potrebbe denotare un problema di ansia sociale/fobia sociale alla radice dei suoi attacchi di panico. L'ipnosi in questo caso potrebbe essere utile a compimento di un percorso di trattamento cognitivo. L'impiego terapeutico di questa tecnica ha la sua ragione d'esistere nel fatto che attraverso la trance ipnotica, il suo inconscio può recepire meglio i messaggi che insieme potremo costruire nel corso della prima parte del trattamento, e utilizzarli nella vita di tutti i giorni. Durante l'ipnosi, al contrario di quanto si crede a causa delle immagini spettacolaristiche, pur belle e apprezzabili, che conosciamo, l'esperienza allo studio è quella di una rigenerante rinascita e riprogrammazione comportamentale, delicata e non invasiva né della privacy né della volontà spontanea del soggetto. Mi chiami liberamente se desidera altre informazioni o consigli, un saluto cordiale
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CONSULTO: gelosia - ossessioni - paranoia
Gentile Dottore,
Da 4 anni mio marito è assillato dal pensiero ossessivo del mio tradimento. Lui ha cercato in ogni modo di scovare prove a mio carico (controllando i miei spostamenti, il mio telefonino, presentandosi in ufficio, chiamando le persone, spiandomi in ogni modo ecc.) e, non trovando nulla, ha concluso che ero troppo abile e furba da nascondere ogni tipo di prova. A ciò si aggiungono una serie di allucinazioni che ha avuto. Mi ha accusata di essere in possesso di altri telefonini per contattare il mio presunto amante dicendo di averli visti personalemente. Allora gli ho chiesto perchè non mi avesse perquisita per spiattellarmi il corpo del reato, ma lui ha risposto di non aver avuto il coraggio di scoprire la verità. Sono stati quasi due anni di insulti vari (molto gravi) ai quali ho cercato di sopprassedere attribuendo la causa di tutto alla sua malattia. Poi ha cominciato ad accusarmi di avere non uno ma decine di amanti e di aver cominciato a saltellare di fiore in fiore già dai primi anni di fidanzamento. Questo che ho descritto è solo una minima parte delle disavventure di questi anni.
Attualmente è in cura da uno psichiatra che, avendolo trovato migliorato nell'ultima visita, ha modificato la terapia: - da 6 a 4 gocce di Haldol 10% - 1 akineton - 2 Cypralex - 1 Depakin 500 Volevo sapere se la terapia è giusta e, soprattutto, se è possibile aggiungere una psicoterapia comportamentale/cognitiva o altro considerato che il medico me l'ha sconsigliata perchè, secondo la sua opinione, non produce risultati.
Altra domanda che mi assilla: Mio marito guarirà?
Il medico non mi ha dato certezza di guarigione totale, mi ha avvisato che questo tipo di malattia, con alti e bassi, perdurerà per tutta la vita e che, pertanto, devo imparare a conviverci. Tutto questo mi spaventa molto considerato anche il fatto che abbiamo una bambina di soli 3 anni
Grazie
RISPOSTA:
Cara lettrice,
lo psicoterapeuta che con suo marito produrrebbe invece ottimi risultati, deve certamente instaurare un rapporto di fiducia e lealtà elevato. Avere quindi una buona competenza nell'"utilizzare" terapeuticamente la propria capacità relazionale ed empatica.
Ciò accade e deve accadere tra paziente con sintomatolotia delirante e psicologo con buone capacità relazionali. Ed è su questa relazione che è possibile bonificare poi il rapporto di coppia, permettendo a entrambi di affrontare tutti i sentimenti e i pensieri che guidano, in maniera distorta, i comportamenti di suo marito. Insieme in coppia, almeno in una parte del processo di terapia.
Si ottengono anche buoni risultati restando in contatto tra psicologo e coniuge anche via email, e coinvolgendo l'altro coniuge in una relazione terapeutica che anche in poche mosse può bonificare la vita relazionale interna di suo marito, ossessionata da pensieri tutti da analizzare e reindirizzare in maniera razionale e nel nome del vostro rapporto di amore che andrà possibilmente riscoperto.
Infine, mi trovo d'accordo relativamente alla farmacoterapia prescrittagli dallo psichiatra, con il quale lo psicologo può entrare in contatto se è necessario lo scambio di informaizioni sanitarie e procedurali.
Auguri, un saluto cordiale
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CONSULTO: ipnosi - difficoltà relazionali
convivo ormai dall infanzia con delle problematiche psicologiche che hanno condizionate la mia esistenza. dall età di 7 anni ho cominciato ad avvertire difficoltà relazionali: senza essere riuscito a integrarmi in un gruppo,affettivi :con rapporti lunghi e logoranti, sessuali: con rapporti insoddisfacenti , di prestazione difficili e altro, lavorativi:obbligato a lavori che ritengo ripugnanti, di apprendimento di concentrazione:dove mi ha reso impossibile gli anni scolastici ,problemi gastrointestinali,dermatologiche e allergiche che con gli anni si sono accentuati e stabilizzati creando una sorta di abitudine e di accettazione giornaliera. ho fatto percorsi cognitiva di circa sei anni con 3 specialisti diversi con scarsi risultati. per tanto cerco specialisti che utilizzino tecniche alternative o che abbiano una maggiore esperienza formativa e personale e che in breve tempo riescano a ripristinare i file del mio cervello . Grazie
RISPOSTA:
Gentile lettore,
le propongo di sottoporsi a una valutazione psicodiagnostica presso il mio studio allo scopo di poter decidere se un trattamento ipnotico possa essere utile al raggiungimento degli obiettivi che mi chiarirà in studio. L'ipnosi ha il pregio di centrare in tempi relativamente brevi le soluzioni più utili ad alcune problematiche psicologiche. La invito a chiamarmi per un appuntamento o per ulteriori informazioni e le ricordo sin d'ora di portare a visita le eventuali documentazioni prodotte in passato dai colleghi che l'hanno seguita. Pratico l'ipnosi senza far dire o fare nulla alla persona in trance: questa tecnica è estremamente piacevole ed efficiente; durante la trance potrà mettere a fuoco i suoi obiettivi e perseguirli con relativa facilità. Chiaramente ricordiamo che l'ipnositerapia è differente dall'ipnosi spettacolaristica. Un saluto cordiale,
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CONSULTO: depressione - relazione terapeutica
Gent.mo dr. Preziosi
Sono da un anno in terapia presso una dottoressa di Salerno di orientamento cognitivo comportamentale, sebbene non specializzata ancora. Sono stato convinto dal mio psichiatra a consultarla presso il suo centro di neurologia e per farla breve, sono peggiorato soprattutto a causa della sua severità e dei modi in cui mi giudica. Ho iniziato la terapia per la depressione, ma credo che non ci capisca molto di come ci si senta, e a 32 anni mi ritrovo bloccato su molte cose della mia vita. Senza il coraggio di lasciare la psicologa e senza fiducia nella psicoterapia. Sebbene in passato abbia avuto esperienza positiva della psicoterapia con uno psicologo purtroppo deceduto 2 anni fa. Vorrei chiederle informazioni sul suo onorario e sapere se si occupa di depressione e ansia. Faccio entact e EN all'occorrenza.
Grazie dell'aiuto che potrà darmi, anche rispetto alla possibilità di intraprendere una psicoterapia all'ALS.
RISPOSTA:
Caro lettore,lei esprime una serie di difficoltà purtroppo diffuse e relative alla nostra formazione. La psicologa che la ha in cura può sicuramente comprenderla appieno se deciderà di fare una pausa dalla terapia, o di interromperla. I benefici passati della terapia a cui ha fatto accenno (col collega deceduto), sono sicuramente una base ottima per avere ulteriori benefici in un rapporto terapeutico migliore.
Solo in via ipotetica, avanzo la possibilità di comprendere, da parte sua, se il sentimento di essere giudicato le capita anche in altre circostanze della sua vita quotidiana. In parte la depressione può essere responsabile di idee che portano a sentirsi giudicati sempre.
Presso il Centro per la Depressione dove lavoro svolgiamo anche attività in gruppo a cui la potrei indirizzare, se e quando lo vuole, e le raccomando di avere un primo colloquio informativo presso il Centro "Il Ricino Rifiorito" dove opero da 5 anni, oppure presso il mio studio. [informazioni sull'onorario]. Rispetto all'ASL ci sono psicologi molto validi dal punto di vista politico, e questo non aiuta il servizio pubblico e noi cittadini. Ottima la farmacoterapia di supporto che valuterei di scalare in armonia e comunicazione col suo neurologo. Attendo notizie e grazie per la fiducia,
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CONSULTO: psicosessuologia - vaginismo - rapporto di coppia
Con un po' di vergogna le scrivo in anonimato per dirle che la mia vita è distrutta da un matrimonio nel quale non esiste amore fisico da quasi 1 anno. Credo che ml marito sia depresso, o comunque mi faccio mille domande, non riesco a rilassarmi nemmeno più io e soffro, penso, di vaginismo. In pratica sono completamente tesa e la penetrazione è impossibile, mi dica se se ne può uscire. Grazie e complimenti per il sito,
RISPOSTA:
Cara lettrice, mi parla di una situazione drammatica che lede i diritti di una donna. Potrà certamente, se le basi del rapporto sono mature, riapprorpiarsi della distensione in coppia utile ad una piena e soddisfacente vita sessuale, a cui ha diritto. Sono certo che con la collaborazione di suo marito lei stessa, anche in seduta individuale, potrà proporre dei comportamenti semplici e positivi da adottare tra lei e suo marito, nei momenti di intimità da riscoprire: terapia del massaggio, petting inesigente, e prima ancora soluzione dei problemi comunicativi di coppia sono le basi della terapia psicosessuale che dona quotidianamente un nuovo presente affettivo ai miei pazienti.
Infine adesso la invito a ripensare alla frase "la mia vita è distrutta" e, con gentilezza verso se stessa, vorrei che ripetesse a se stessa ciò che pensa della sua vita, alla luce delle soluzioni che le ho garantito. Un saluto affettuoso e a risentirci, mi ritenga a disposizione,
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CONSULTO: alimentazione - diete - obesità
Salve dottore,sono alla ricerca di uno psicologo specializzato in problemi dell'alimentazione. Ho bisogno di un sostegno per affrontare la mia ennesima dieta che temo di non riuscire a portare avanti se non avrò prima risolto i motivi per cui mangio. Anche se in realtà non mangio per come ingrasso, tuttavia il mio metabolismo e anche problemi di sensibilità insulinica mi obbligano a una dieta stressante. E più sono stressata più ho bisogno di tranquillizzarmi con il cibo (soprattutto dolce, in primis cioccolata). Ho 46 anni e sono stata da uno psicologo in passato per problemi d'ansia completamente risolti, mi porto appresso solo questo cattivo rapporto con il cibo. Grazie del consulto,
RISPOSTA:
Cara lettrice,il rapporto con le nostre emozioni è strettamente legato, a doppio nodo, con il rapporto col cibo e con la forma corporea. Mi sorprende positivamente leggere che lei ne è sensibilmente consapevole e individua nell'ansia l'origine della sua alimentazione compensativa. Pertanto, convalido con energia la sua idea di rivolgersi a uno psicologo esperto di problemi d'ansia (origine e punto di arrivo di un cattivo rapporto con il cibo e con le diete), e anzi le dico che la maggior parte dei nutrizionisti contemporanei ritiene inscindibile il supporto psicologico da una rieducazione alimentare. Ne conseguirà un chiaro e efficace orientamento verso i suoi obiettivi e verso un rapporto migliore con la sua immagine.
I miei protocolli cognitivo-comportamentali sono il trattamento di elezione per il percorso di soluzione dell'ansia e di terapia dietologica globale: io inizio sempre con l'invitare le e i pazienti che seguo in tal senso a stilare il diario alimentare per osservare sistematicamente le relazioni tra emozioni e cibo.
Mi tenga aggiornato,le giunga cordialità e disponibilità piena,
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CONSULTO: Orientamento sessuale e relazioni familiari.
GENTILE DOTT. IL MIO PROBLEMA RIGUARDA LA RIVELAZIONE DI OMOSESSUALITA'DI MIO
FRATELLO, ORA IL PROBLEMA è L'ANNULLAMENTO DI MIA MADRE E LA DISTRUZIONE DELLA MIA
FAMIGLIA. SIAMO UNA FAMIGLIA DISTRUTTA NON DALLA DICHIARAZIONE MA DALL'EGOISMO E
DALLA SIMBIOSI DELLA SOFFERENZA CHE LEGA MIA MADRE E MIO FRATELLO CHE SE NE FA SCUDO.
SO CHE DOVREI CONSULTARE UN MEDICO MA NON RIESCO A TROVARE QUELLO PIù ADATTO A QUESTA
PROBLEMATICA, VORREI SE è POSSIBILE AVERE QUALCHE DELUCIDAZIONE.
RISPOSTA:
Cara lettrice, apprendo in maniera sintetica ma completa e toccante la situazione della sua famiglia e la sua posizione di solidarietà e difesa della sua famiglia e di suo fratello che l'ha spinta a scrivermi. Il compito forse complesso di fronte a cui si trova la sua famiglia è quello di apprendere: 1) che l'omosessualità, dal 1977, non è stata più inclusa nei successivi manuali internazionali di classificazione diagnostica dei disturbi mentali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'American Psychiatric Association; 2) che l'omosessualità di una persona è una variabile del comportamento, che non esclude la gioiosa possibilità di formare una famiglia, per quanto questa - in Italia - sarebbe un'unione non convenzionale; 3) che l'omosessualità di suo fratello, del figlio dei suoi genitori, della persona che è il rivelatore di questa propria variabile, non lo cambia: potrete scoprire che è sempre la stessa persona. Magari con un punto di condivisione importante in più con voi. Aggiungerei: 4) che quando questi obiettivi di comprensione familiare e psicologica saranno raggiunti, anche con la guida di uno psicologo, suo fratello avrà raggiunto una tappa fondamentale dello sviluppo e dell'espressione sana della propria personalità. Mi ritenga a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento o comunicazione e le giungano i miei più cordiali saluti,
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CONSULTO: Ansia generalizzata e ritorno in terapia.
Soffro di disturbi di ansia da 16 anni: Nella vita > quotidiana non mi abbandona mai...non mi sento mai serena ,ho sempre un "tarlo" che mi porta irrequietezza. Anche un raffreddore mi manda in crisi! non mi sento mai a mio agio... Desidero andare da uno psicologo = SI > Sono stato/a già da uno psicologo = SI
RISPOSTA:
Cara lettrice, anche se brevemente, lei descrive con chiarezza una condizione, in cui si trova, di ansia generalizzata, trattata solo in parte da una sua precedente psicoterapia. Specifica che uno dei suoi timori principali sia l'integrità del suo corpo (anche un raffreddore mi manda in crisi). Tenga un diario, totalmente segreto, personale, nel quale possa iniziare a elencare le sue paure meno tollerabili e quelle che riesce a tollerare. Da questo punto di partenza, dall'autosservazione, può partire per una psicoterapia cognitivo-comportamentale (eventualmente supportata da leggero sostegno farmacologico, se lo riterrete utile lei e il terapeuta) e mi tenga aggiornato, se le fa piacere. Mi ritenga chiaramente a sua disposizione per un cosulto dal vivo in qualunque momento vorrà. Con cordialità,
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Consulto: accudimento compulsivo e problemi di coppia.
Salve, ho, da una settimana, fatto l'esperienza dell'ansia, e essendo andato alla ricerca del motivo di quest'ultima sono riuscito a capire che alla mia età, essendomi innamorato di una ragazza per la quale ho rifiutato molte situazioni e avvenimenti, dando anima e corpo credendo di essere felice, mi sono venute a mancare quelle situazioni e avvenimenti neccesarie per la mia "vera" felicità.. Premetto che questa ragazza è molto particolare per via delle sue difficoltà adolescenziali (ha 18 anni) è molto selettiva, paurosa delle persone e via discorrendo a causa dei suoi genitori divorziati da bambina e il modo in cui lei si è approcciata a quelle circostanze... credevo di aiutarla dando tutto per lei, e invece ho fatto del male anche a me.. ora la mia paura è quella di ricadere nell'ansia dopo che da due giorni circa sto molto meglio... cosa posso fare? sono state queste veramente le mie mancanze che mi ha fatto venirel'angoscia? grazie anticipatamemte.
Desidero andare da uno psicologo/a = SI > Sono stato/a già da uno psicologo = NO
RISPOSTA: Caro lettore,
Lei parla di sue mancanze, non so se si riferisce all'essersi sentito impossibilitato a far cambiare la sua compagna. In tal caso tenga presente che è un obiettivo che non ci è dovuto perseguire in coppia. Da questo primo passo provi a capire se è così indispensabile cambiare la propria partner, e se questo invece ci impedisce di dare attenzione ai nostri legittimi bisogni e diritti, tra cui il ricominciare a vivere la vita di coppia tenendosi aperto alle situazioni e agli avvenimenti a cui invece ha rinunciato. Per dare troppo se stesso all'altra e per poi sentire di aver smarrito se stesso. Non so se questi spunti di riflessione possano essere un motivo di partenza per lei, ma di sicuro un obiettivo di partenza nel caso in cui desidera intraprendere un percorso personale di consulenza psicologica con un collega della sua zona. La invito a consultare il sito http://www.aiamc.it per orientarsi. Mi aggiorni quando crede, con cordialità,
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CONSULTO ONLINE: psicoterapia familiare, solitudine e nervosismo
Caro dottore, è un periodo in cui tutto mi8 sembra nero. Sono sposata da 13 anni e amo molto mio marito, ho 2 figli maschi ce adoro, ma nonostante questo mi sento male. Forse perchè vivo un pò fuori paese e mi sento sempre sola. Anche i miei figli comionciano asentire questo diasagio, ma purtroppo per debiti ancora da pagare io non posso fare niente. Sento e vedo tutto nero, immagino tutte le cose più brutte che possono accadere sia a mio marito che ai miei figli. Sono sempre nervosa e urlo di continuo, mi dia un consiglio per piacere. Tanti saluti
RISPOSTA: Cara signora,
consigli gliene vorrei dare tanti. I disagi che mi descrive potrebbero avere diverse origini. Una è l'esterno: ciò che ci capita. L'altra è l'interno: ciò che siamo e come risolviamo i problemi dall'esterno. Le consiglierei di iniziare a tenere un diario personale e totalmente segreto, in cui si sentirà libera di scrivere: 1) le sue paure: sensazioni fisiche e pensieri; 2) come vive questa emozione della solitudine; 3) come risolvere un problema per volta. Mi faccia sapere e in seguito, se lo riterrà utile, provi a fare delle chiacchierate con uno psicologo (All'ASL come negli studi privati ce ne sono di validi). Per una consulenza nella zona di Foggia le consiglierei una terapeuta familiare. Cordiali saluti, mi faccia sapere come va
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CONSULTO ONLINE: ginecologia e psicologia
Salve, Dott. ho un grave problema che mi sta rovinando praticamente l'esistenza. Intanto mi presento, mi chiamo --- ho -- anni e sono di --. In realtà i problemi sarebbero 2, il primo quello piu urgente e imminente è apparso circA mesi fa. Un prurito interno irrefrenabile e insopportabile con la comparsa di secrezioni gialline completamente inodori e a volte marroncine. QUeste secrezioni sono molto abbondanti tanto da bagnare in grande parte lo slip , e questo prurito che non fa altro che creare grandi disagi a livello sociale poiche dovrei correre in bagno ogni volta per nascondermi e cercare di sfregarmi all esterno della vagina per trovare almeno in parte un po di sollievo...che poi durera poco. Ho iniziato con Gino canesten crema e tavolette poi con Meclon 1000 e in parte almeno temporaneamente sembra attenuare questo prurito insopportabile...ma poi ci risiamo.La mia domanda è potrebbe essere qualcosa di grave? contratta sessualmente? come?
RISPOSTA: Cara ---,
da psicologo non sono in grado di darle consigli di ordine ginecologico, e le raccomando vivamente di affidarsi a un medico ginecologo per questo. Nel frattempo però, dal momento che ho avuto molta esperienza di pratica psicoterapica con pazienti affetti da malattie sessualmente trasmesse (ammesso che la sua sia di questo genere), posso dirle con certezza che oggi anche i disturbi più temuti possono essere tenuti sotto controllo e alcuni di essi possono essere eradicati con cure nelle quali l'umanità può avere sempre più fiducia. Pretenda sempre l'uso del preservativo, e mi tenga aggiornato se crede. Un cordiale saluto,
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CONSULTO ONLINE: psicoterapia di coppia; attaccamento e comunicazione
Dal test ho notato che le nostre aree problematiche sono: le mie reazioni durante le discussioni (io mi arrabbio, lui rimane ferito). Spesso si litiga per cose futili. Infatti, la nostra seconda area critica e'nella gestione del tempo libero. Lui non e'molto socievole, io si. A volte mi sento trascurata, quando lui prede del tempo per se stesso (poco per la verita, lavoriamo anche insieme). Credo che tutto dipenda dal fatto che io mi sono legata a lui in maniera troppo forte (viviamo e lavoriamo insieme da 4 anni, cambiando paese ogni anno). Lui e'diventato per me un amico, una protezione, il mio partner, un po troppo tutto... che fare?
RISPOSTA: Cara lettrice,
a volte viviamo delle oscillazioni nelle quali sentiamo che la forza con cui siamo legati al partner sia troppa, e scatta un desiderio, più o meno esplicito o consapevole, di distanziarsi. Questo può accadere anche, ad esempio, quando viviamo la relazione come qualcosa che mette a repentaglio l'intera nostra vita. Il tutto anche accompagnato da inevitabile timore di (subire o perpetrare) un futuro abbandono. Non posso comprendere appieno il vissuto delle vostre difficoltà, soprattutto di come queste sono esperite da ciascuno di voi. Potrebbe essere utile capire anche in che modo si assortiscono i vostri modi personali di creare legami amorosi, che derivano in parte dalle prime esperienze coi genitori e dalle successive. Vi suggerisco intanto di organizzare un'ora o due in cui possiate lavorare sulle "Regole per la buona comunicazione" che ho scritto nella seguente sezione http://www.psicologiasalerno.it/Coppia_Consulenza_Comunicazione.php#REGOLE PER LA BUONA COMUNICAZIONE Stampatele, leggetene una alla volta a turno, scrivete le situazioni che avete vissuto e che vorreste vivere relativamente a ciascuna regola e poi confrontatele. Non sempre è facile, può essere utile la consulenza di uno psicologo, ma sarei lieto di sapere se e come ci avrete iniziato a provare da soli. Resto a disposizione per ulteriori consulti online o per un consulto dal vivo, con cordialità,
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Studio di Psicologia clinica dr. Ennio Preziosi – PSICOLOGO, Dottore di Ricerca (Ph.D.) V. Roma, 112 - 84121 Salerno. Per informazioni e appuntamenti: 089.220058 / 320.0289225 |