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CONSULTO PSICOLOGICO ONLINE GRATUITO
Per chi cerca o ha trovato uno
psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in Salerno e in Campania
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DOMANDE E RISPOSTE
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N.B.: non vengono pubblicati tutti i consulti psicologici online e non sono menzionati elementi biografici, anagrafici, geografici e temporali legati all'identità degli utenti che hanno richiesto il consulto online dopo aver preso visione dell'informativa sulla garanzia della privacy adottata da Ennio Preziosi in linea con le vigenti norme.
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CONSULTO ONLINE: ansia "da allontanamento"; psicoterapeuta cognitivo comportamentale e psicofarmaci
Salerno, salve...il mio problema riguarda il fatto di dovermi allontanare da casa..!! gioco a calcio ed ho la possibilità di andare a giocare in serie A in svizzera..il solo pensiero di andare così lonatno da casa mi manda nel panico..pure ora che sono a casa! faccio fatica a respirare..mi si offusca la vista e mi gira forte la testa!! non vorrei arrivare a prendere nuovamente i psicofarmaci visto che ho terminato la cura circa 3 mesi > fa(ricordo cipralex gocce..assunzione per un anno, 10 gocce al giorno). come posso comportarmi..visto che il mio problema di ansie e panico non è del tutto > sparito..nonostante l'assunzione di un anno del cipralex
RISPOSTA: Caro lettore,
tenga presente che il cipralex non è curativo, ma ha lo scopo di tamponare i sintomi nel periodo in cui viene assunto. Al termine dell'assunzione, nella quasi totalità dei casi, avviene una ricaduta che a volte è ancora più demoralizzante. Per risolvere il suo problema alla radice è necessario che adotti delle tecniche cognitivo-comportamentali che può apprendere da uno psicologo specializzato in tali tecniche. Nel giro di 6-8 mesi di psicoterapia cognitivo comportamentale a cadenza settimanale potrà risolvere in larga parte e in maniera definitiva i suoi disagi. Mi ritenga a disposizione per ulteriori informazioni. Cordialmente,
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CONSULTO: attacchi di panico - ansia sociale - ipnosi
salve dottore io soffro diansia e attacchi di panico da 2 anni ho cambiato olti dottori e attualmente sono in cura con en gocce e sereupin ma mi sento ancora strana qualkosa ke mi fa sentire inferiore agli altri vorrei sapere se lei e anke ipnoterapeuta e se con questa tecnica ci sono dei risultati spero che mi possa aiutare grazieeeeeeeeee
RISPOSTA:
Salve,
lei fa accenno alla sensazione di "sentirsi inferiore agli altri", una condizione che potrebbe denotare un problema di ansia sociale/fobia sociale alla radice dei suoi attacchi di panico. L'ipnosi in questo caso potrebbe essere utile a compimento di un percorso di trattamento cognitivo. L'impiego terapeutico di questa tecnica ha la sua ragione d'esistere nel fatto che attraverso la trance ipnotica, il suo inconscio può recepire meglio i messaggi che insieme potremo costruire nel corso della prima parte del trattamento, e utilizzarli nella vita di tutti i giorni. Durante l'ipnosi, al contrario di quanto si crede a causa delle immagini spettacolaristiche, pur belle e apprezzabili, che conosciamo, l'esperienza allo studio è quella di una rigenerante rinascita e riprogrammazione comportamentale, delicata e non invasiva né della privacy né della volontà spontanea del soggetto. Mi chiami liberamente se desidera altre informazioni o consigli,
un saluto cordiale
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CONSULTO: gelosia - ossessioni - paranoia
Gentile Dottore,
Da 4 anni mio marito è assillato dal pensiero ossessivo del mio tradimento. Lui ha cercato in ogni modo di scovare prove a mio carico (controllando i miei spostamenti, il mio telefonino, presentandosi in ufficio, chiamando le persone, spiandomi in ogni modo ecc.) e, non trovando nulla, ha concluso che ero troppo abile e furba da nascondere ogni tipo di prova. A ciò si aggiungono una serie di allucinazioni che ha avuto. Mi ha accusata di essere in possesso di altri telefonini per contattare il mio presunto amante dicendo di averli visti personalemente. Allora gli ho chiesto perchè non mi avesse perquisita per spiattellarmi il corpo del reato, ma lui ha risposto di non aver avuto il coraggio di scoprire la verità. Sono stati quasi due anni di insulti vari (molto gravi) ai quali ho cercato di sopprassedere attribuendo la causa di tutto alla sua malattia. Poi ha cominciato ad accusarmi di avere non uno ma decine di amanti e di aver cominciato a saltellare di fiore in fiore già dai primi anni di fidanzamento. Questo che ho descritto è solo una minima parte delle disavventure di questi anni.
Attualmente è in cura da uno psichiatra che, avendolo trovato migliorato nell'ultima visita, ha modificato la terapia: - da 6 a 4 gocce di Haldol 10% - 1 akineton - 2 Cypralex - 1 Depakin 500 Volevo sapere se la terapia è giusta e, soprattutto, se è possibile aggiungere una psicoterapia comportamentale/cognitiva o altro considerato che il medico me l'ha sconsigliata perchè, secondo la sua opinione, non produce risultati.
Altra domanda che mi assilla: Mio marito guarirà?
Il medico non mi ha dato certezza di guarigione totale, mi ha avvisato che questo tipo di malattia, con alti e bassi, perdurerà per tutta la vita e che, pertanto, devo imparare a conviverci. Tutto questo mi spaventa molto considerato anche il fatto che abbiamo una bambina di soli 3 anni
Grazie
RISPOSTA:
Cara lettrice,
lo psicoterapeuta che con suo marito produrrebbe invece ottimi risultati, deve certamente instaurare un rapporto di fiducia e lealtà elevato. Avere quindi una buona competenza nell'"utilizzare" terapeuticamente la propria capacità relazionale ed empatica.
Ciò accade e deve accadere tra paziente con sintomatolotia delirante e psicologo con buone capacità relazionali. Ed è su questa relazione che è possibile bonificare poi il rapporto di coppia, permettendo a entrambi di affrontare tutti i sentimenti e i pensieri che guidano, in maniera distorta, i comportamenti di suo marito. Insieme in coppia, almeno in una parte del processo di terapia.
Si ottengono anche buoni risultati restando in contatto tra psicologo e coniuge anche via email, e coinvolgendo l'altro coniuge in una relazione terapeutica che anche in poche mosse può bonificare la vita relazionale interna di suo marito, ossessionata da pensieri tutti da analizzare e reindirizzare in maniera razionale e nel nome del vostro rapporto di amore che andrà possibilmente riscoperto.
Infine, mi trovo d'accordo relativamente alla farmacoterapia prescrittagli dallo psichiatra, con il quale lo psicologo può entrare in contatto se è necessario lo scambio di informaizioni sanitarie e procedurali.
Auguri, un saluto cordiale
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CONSULTO: ipnosi - difficoltà relazionali
convivo ormai dall infanzia con delle problematiche psicologiche che hanno condizionate la mia esistenza. dall età di 7 anni ho cominciato ad avvertire difficoltà relazionali: senza essere riuscito a integrarmi in un gruppo,affettivi :con rapporti lunghi e logoranti, sessuali: con rapporti insoddisfacenti , di prestazione difficili e altro, lavorativi:obbligato a lavori che ritengo ripugnanti, di apprendimento di concentrazione:dove mi ha reso impossibile gli anni scolastici ,problemi gastrointestinali,dermatologiche e allergiche che con gli anni si sono accentuati e stabilizzati creando una sorta di abitudine e di accettazione giornaliera. ho fatto percorsi cognitiva di circa sei anni con 3 specialisti diversi con scarsi risultati. per tanto cerco specialisti che utilizzino tecniche alternative o che abbiano una maggiore esperienza formativa e personale e che in breve tempo riescano a ripristinare i file del mio cervello . Grazie
RISPOSTA:
Gentile lettore,
le propongo di sottoporsi a una valutazione psicodiagnostica presso il mio studio allo scopo di poter decidere se un trattamento ipnotico possa essere utile al raggiungimento degli obiettivi che mi chiarirà in studio. L'ipnosi ha il pregio di centrare in tempi relativamente brevi le soluzioni più utili ad alcune problematiche psicologiche. La invito a chiamarmi per un appuntamento o per ulteriori informazioni e le ricordo sin d'ora di portare a visita le eventuali documentazioni prodotte in passato dai colleghi che l'hanno seguita. Pratico l'ipnosi senza far dire o fare nulla alla persona in trance: questa tecnica è estremamente piacevole ed efficiente; durante la trance potrà mettere a fuoco i suoi obiettivi e perseguirli con relativa facilità. Chiaramente ricordiamo che l'ipnositerapia è differente dall'ipnosi spettacolaristica. Un saluto cordiale,
Ennio Preziosi, Ph.D.
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CONSULTO: depressione - relazione terapeutica
Gent.mo dr. Preziosi
Sono da un anno in terapia presso una dottoressa di Salerno di orientamento cognitivo comportamentale, sebbene non specializzata ancora. Sono stato convinto dal mio psichiatra a consultarla presso il suo centro di neurologia e per farla breve, sono peggiorato soprattutto a causa della sua severità e dei modi in cui mi giudica. Ho iniziato la terapia per la depressione, ma credo che non ci capisca molto di come ci si senta, e a 32 anni mi ritrovo bloccato su molte cose della mia vita. Senza il coraggio di lasciare la psicologa e senza fiducia nella psicoterapia. Sebbene in passato abbia avuto esperienza positiva della psicoterapia con uno psicologo purtroppo deceduto 2 anni fa. Vorrei chiederle informazioni sul suo onorario e sapere se si occupa di depressione e ansia. Faccio entact e EN all'occorrenza.
Grazie dell'aiuto che potrà darmi, anche rispetto alla possibilità di intraprendere una psicoterapia all'ALS.
RISPOSTA:
Caro lettore,lei esprime una serie di difficoltà purtroppo diffuse e relative alla nostra formazione. La psicologa che la ha in cura può sicuramente comprenderla appieno se deciderà di fare una pausa dalla terapia, o di interromperla. I benefici passati della terapia a cui ha fatto accenno (col collega deceduto), sono sicuramente una base ottima per avere ulteriori benefici in un rapporto terapeutico migliore.
Solo in via ipotetica, avanzo la possibilità di comprendere, da parte sua, se il sentimento di essere giudicato le capita anche in altre circostanze della sua vita quotidiana. In parte la depressione può essere responsabile di idee che portano a sentirsi giudicati sempre.
Presso il Centro per la Depressione dove lavoro svolgiamo anche attività in gruppo a cui la potrei indirizzare, se e quando lo vuole, e le raccomando di avere un primo colloquio informativo presso il Centro "Il Ricino Rifiorito" dove opero da 5 anni, oppure presso il mio studio. [informazioni sull'onorario]. Rispetto all'ASL ci sono psicologi molto validi dal punto di vista politico, e questo non aiuta il servizio pubblico e noi cittadini. Ottima la farmacoterapia di supporto che valuterei di scalare in armonia e comunicazione col suo neurologo. Attendo notizie e grazie per la fiducia,
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CONSULTO: psicosessuologia - vaginismo - rapporto di coppia
Con un po' di vergogna le scrivo in anonimato per dirle che la mia vita è distrutta da un matrimonio nel quale non esiste amore fisico da quasi 1 anno. Credo che ml marito sia depresso, o comunque mi faccio mille domande, non riesco a rilassarmi nemmeno più io e soffro, penso, di vaginismo. In pratica sono completamente tesa e la penetrazione è impossibile, mi dica se se ne può uscire. Grazie e complimenti per il sito,
RISPOSTA:
Cara lettrice, mi parla di una situazione drammatica che lede i diritti di una donna. Potrà certamente, se le basi del rapporto sono mature, riapprorpiarsi della distensione in coppia utile ad una piena e soddisfacente vita sessuale, a cui ha diritto. Sono certo che con la collaborazione di suo marito lei stessa, anche in seduta individuale, potrà proporre dei comportamenti semplici e positivi da adottare tra lei e suo marito, nei momenti di intimità da riscoprire: terapia del massaggio, petting inesigente, e prima ancora soluzione dei problemi comunicativi di coppia sono le basi della terapia psicosessuale che dona quotidianamente un nuovo presente affettivo ai miei pazienti.
Infine adesso la invito a ripensare alla frase "la mia vita è distrutta" e, con gentilezza verso se stessa, vorrei che ripetesse a se stessa ciò che pensa della sua vita, alla luce delle soluzioni che le ho garantito. Un saluto affettuoso e a risentirci, mi ritenga a disposizione,
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CONSULTO: alimentazione - diete - obesità
Salve dottore,sono alla ricerca di uno psicologo specializzato in problemi dell'alimentazione. Ho bisogno di un sostegno per affrontare la mia ennesima dieta che temo di non riuscire a portare avanti se non avrò prima risolto i motivi per cui mangio. Anche se in realtà non mangio per come ingrasso, tuttavia il mio metabolismo e anche problemi di sensibilità insulinica mi obbligano a una dieta stressante. E più sono stressata più ho bisogno di tranquillizzarmi con il cibo (soprattutto dolce, in primis cioccolata). Ho 46 anni e sono stata da uno psicologo in passato per problemi d'ansia completamente risolti, mi porto appresso solo questo cattivo rapporto con il cibo. Grazie del consulto,
RISPOSTA:
Cara lettrice,il rapporto con le nostre emozioni è strettamente legato, a doppio nodo, con il rapporto col cibo e con la forma corporea. Mi sorprende positivamente leggere che lei ne è sensibilmente consapevole e individua nell'ansia l'origine della sua alimentazione compensativa. Pertanto, convalido con energia la sua idea di rivolgersi a uno psicologo esperto di problemi d'ansia (origine e punto di arrivo di un cattivo rapporto con il cibo e con le diete), e anzi le dico che la maggior parte dei nutrizionisti contemporanei ritiene inscindibile il supporto psicologico da una rieducazione alimentare. Ne conseguirà un chiaro e efficace orientamento verso i suoi obiettivi e verso un rapporto migliore con la sua immagine.
I miei protocolli cognitivo-comportamentali sono il trattamento di elezione per il percorso di soluzione dell'ansia e di terapia dietologica globale: io inizio sempre con l'invitare le e i pazienti che seguo in tal senso a stilare il diario alimentare per osservare sistematicamente le relazioni tra emozioni e cibo.
Mi tenga aggiornato,le giunga cordialità e disponibilità piena,
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CONSULTO: Orientamento sessuale e relazioni familiari.
GENTILE DOTT. IL MIO PROBLEMA RIGUARDA LA RIVELAZIONE DI OMOSESSUALITA'DI MIO
FRATELLO, ORA IL PROBLEMA è L'ANNULLAMENTO DI MIA MADRE E LA DISTRUZIONE DELLA MIA
FAMIGLIA. SIAMO UNA FAMIGLIA DISTRUTTA NON DALLA DICHIARAZIONE MA DALL'EGOISMO E
DALLA SIMBIOSI DELLA SOFFERENZA CHE LEGA MIA MADRE E MIO FRATELLO CHE SE NE FA SCUDO.
SO CHE DOVREI CONSULTARE UN MEDICO MA NON RIESCO A TROVARE QUELLO PIù ADATTO A QUESTA
PROBLEMATICA, VORREI SE è POSSIBILE AVERE QUALCHE DELUCIDAZIONE.
RISPOSTA:
Cara lettrice, apprendo in maniera sintetica ma completa e toccante la situazione della sua famiglia e la sua posizione di solidarietà e difesa della sua famiglia e di suo fratello che l'ha spinta a scrivermi. Il compito forse complesso di fronte a cui si trova la sua famiglia è quello di apprendere: 1) che l'omosessualità, dal 1977, non è stata più inclusa nei successivi manuali internazionali di classificazione diagnostica dei disturbi mentali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'American Psychiatric Association; 2) che l'omosessualità di una persona è una variabile del comportamento, che non esclude la gioiosa possibilità di formare una famiglia, per quanto questa - in Italia - sarebbe un'unione non convenzionale; 3) che l'omosessualità di suo fratello, del figlio dei suoi genitori, della persona che è il rivelatore di questa propria variabile, non lo cambia: potrete scoprire che è sempre la stessa persona. Magari con un punto di condivisione importante in più con voi. Aggiungerei: 4) che quando questi obiettivi di comprensione familiare e psicologica saranno raggiunti, anche con la guida di uno psicologo, suo fratello avrà raggiunto una tappa fondamentale dello sviluppo e dell'espressione sana della propria personalità. Mi ritenga a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento o comunicazione e le giungano i miei più cordiali saluti,
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CONSULTO: Ansia generalizzata e ritorno in terapia.
Soffro di disturbi di ansia da 16 anni: Nella vita > quotidiana non mi abbandona mai...non mi sento mai serena ,ho sempre un "tarlo" che mi porta irrequietezza. Anche un raffreddore mi manda in crisi! non mi sento mai a mio agio... Desidero andare da uno psicologo = SI > Sono stato/a già da uno psicologo = SI
RISPOSTA:
Cara lettrice, anche se brevemente, lei descrive con chiarezza una condizione, in cui si trova, di ansia generalizzata, trattata solo in parte da una sua precedente psicoterapia. Specifica che uno dei suoi timori principali sia l'integrità del suo corpo (anche un raffreddore mi manda in crisi). Tenga un diario, totalmente segreto, personale, nel quale possa iniziare a elencare le sue paure meno tollerabili e quelle che riesce a tollerare. Da questo punto di partenza, dall'autosservazione, può partire per una psicoterapia cognitivo-comportamentale (eventualmente supportata da leggero sostegno farmacologico, se lo riterrete utile lei e il terapeuta) e mi tenga aggiornato, se le fa piacere. Mi ritenga chiaramente a sua disposizione per un cosulto dal vivo in qualunque momento vorrà. Con cordialità,
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Consulto: accudimento compulsivo e problemi di coppia.
Salve, ho, da una settimana, fatto l'esperienza dell'ansia, e essendo andato alla ricerca del motivo di quest'ultima sono riuscito a capire che alla mia età, essendomi innamorato di una ragazza per la quale ho rifiutato molte situazioni e avvenimenti, dando anima e corpo credendo di essere felice, mi sono venute a mancare quelle situazioni e avvenimenti neccesarie per la mia "vera" felicità.. Premetto che questa ragazza è molto particolare per via delle sue difficoltà adolescenziali (ha 18 anni) è molto selettiva, paurosa delle persone e via discorrendo a causa dei suoi genitori divorziati da bambina e il modo in cui lei si è approcciata a quelle circostanze... credevo di aiutarla dando tutto per lei, e invece ho fatto del male anche a me.. ora la mia paura è quella di ricadere nell'ansia dopo che da due giorni circa sto molto meglio... cosa posso fare? sono state queste veramente le mie mancanze che mi ha fatto venirel'angoscia? grazie anticipatamemte.
Desidero andare da uno psicologo/a = SI > Sono stato/a già da uno psicologo = NO
RISPOSTA: Caro lettore,
Lei parla di sue mancanze, non so se si riferisce all'essersi sentito impossibilitato a far cambiare la sua compagna. In tal caso tenga presente che è un obiettivo che non ci è dovuto perseguire in coppia. Da questo primo passo provi a capire se è così indispensabile cambiare la propria partner, e se questo invece ci impedisce di dare attenzione ai nostri legittimi bisogni e diritti, tra cui il ricominciare a vivere la vita di coppia tenendosi aperto alle situazioni e agli avvenimenti a cui invece ha rinunciato. Per dare troppo se stesso all'altra e per poi sentire di aver smarrito se stesso. Non so se questi spunti di riflessione possano essere un motivo di partenza per lei, ma di sicuro un obiettivo di partenza nel caso in cui desidera intraprendere un percorso personale di consulenza psicologica con un collega della sua zona. La invito a consultare il sito http://www.aiamc.it per orientarsi. Mi aggiorni quando crede, con cordialità,
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CONSULTO ONLINE: psicoterapia familiare, solitudine e nervosismo
Caro dottore, è un periodo in cui tutto mi8 sembra nero. Sono sposata da 13 anni e amo molto mio marito, ho 2 figli maschi ce adoro, ma nonostante questo mi sento male. Forse perchè vivo un pò fuori paese e mi sento sempre sola. Anche i miei figli comionciano asentire questo diasagio, ma purtroppo per debiti ancora da pagare io non posso fare niente. Sento e vedo tutto nero, immagino tutte le cose più brutte che possono accadere sia a mio marito che ai miei figli. Sono sempre nervosa e urlo di continuo, mi dia un consiglio per piacere. Tanti saluti
RISPOSTA: Cara signora,
consigli gliene vorrei dare tanti. I disagi che mi descrive potrebbero avere diverse origini. Una è l'esterno: ciò che ci capita. L'altra è l'interno: ciò che siamo e come risolviamo i problemi dall'esterno. Le consiglierei di iniziare a tenere un diario personale e totalmente segreto, in cui si sentirà libera di scrivere: 1) le sue paure: sensazioni fisiche e pensieri; 2) come vive questa emozione della solitudine; 3) come risolvere un problema per volta. Mi faccia sapere e in seguito, se lo riterrà utile, provi a fare delle chiacchierate con uno psicologo (All'ASL come negli studi privati ce ne sono di validi). Per una consulenza nella zona di Foggia le consiglierei una terapeuta familiare. Cordiali saluti, mi faccia sapere come va
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CONSULTO ONLINE: ginecologia e psicologia
Salve, Dott. ho un grave problema che mi sta rovinando praticamente l'esistenza. Intanto mi presento, mi chiamo --- ho -- anni e sono di --. In realtà i problemi sarebbero 2, il primo quello piu urgente e imminente è apparso circA mesi fa. Un prurito interno irrefrenabile e insopportabile con la comparsa di secrezioni gialline completamente inodori e a volte marroncine. QUeste secrezioni sono molto abbondanti tanto da bagnare in grande parte lo slip , e questo prurito che non fa altro che creare grandi disagi a livello sociale poiche dovrei correre in bagno ogni volta per nascondermi e cercare di sfregarmi all esterno della vagina per trovare almeno in parte un po di sollievo...che poi durera poco. Ho iniziato con Gino canesten crema e tavolette poi con Meclon 1000 e in parte almeno temporaneamente sembra attenuare questo prurito insopportabile...ma poi ci risiamo.La mia domanda è potrebbe essere qualcosa di grave? contratta sessualmente? come?
RISPOSTA: Cara ---,
da psicologo non sono in grado di darle consigli di ordine ginecologico, e le raccomando vivamente di affidarsi a un medico ginecologo per questo. Nel frattempo però, dal momento che ho avuto molta esperienza di pratica psicoterapica con pazienti affetti da malattie sessualmente trasmesse (ammesso che la sua sia di questo genere), posso dirle con certezza che oggi anche i disturbi più temuti possono essere tenuti sotto controllo e alcuni di essi possono essere eradicati con cure nelle quali l'umanità può avere sempre più fiducia. Pretenda sempre l'uso del preservativo, e mi tenga aggiornato se crede. Un cordiale saluto,
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CONSULTO ONLINE: psicoterapia di coppia; attaccamento e comunicazione
Dal test ho notato che le nostre aree problematiche sono: le mie reazioni durante le discussioni (io mi arrabbio, lui rimane ferito). Spesso si litiga per cose futili. Infatti, la nostra seconda area critica e'nella gestione del tempo libero. Lui non e'molto socievole, io si. A volte mi sento trascurata, quando lui prede del tempo per se stesso (poco per la verita, lavoriamo anche insieme). Credo che tutto dipenda dal fatto che io mi sono legata a lui in maniera troppo forte (viviamo e lavoriamo insieme da 4 anni, cambiando paese ogni anno). Lui e'diventato per me un amico, una protezione, il mio partner, un po troppo tutto... che fare?
RISPOSTA: Cara lettrice,
a volte viviamo delle oscillazioni nelle quali sentiamo che la forza con cui siamo legati al partner sia troppa, e scatta un desiderio, più o meno esplicito o consapevole, di distanziarsi. Questo può accadere anche, ad esempio, quando viviamo la relazione come qualcosa che mette a repentaglio l'intera nostra vita. Il tutto anche accompagnato da inevitabile timore di (subire o perpetrare) un futuro abbandono. Non posso comprendere appieno il vissuto delle vostre difficoltà, soprattutto di come queste sono esperite da ciascuno di voi. Potrebbe essere utile capire anche in che modo si assortiscono i vostri modi personali di creare legami amorosi, che derivano in parte dalle prime esperienze coi genitori e dalle successive. Vi suggerisco intanto di organizzare un'ora o due in cui possiate lavorare sulle "Regole per la buona comunicazione" che ho scritto nella seguente sezione http://www.psicologiasalerno.it/Coppia_Consulenza_Comunicazione.php#REGOLE PER LA BUONA COMUNICAZIONE Stampatele, leggetene una alla volta a turno, scrivete le situazioni che avete vissuto e che vorreste vivere relativamente a ciascuna regola e poi confrontatele. Non sempre è facile, può essere utile la consulenza di uno psicologo, ma sarei lieto di sapere se e come ci avrete iniziato a provare da soli. Resto a disposizione per ulteriori consulti online o per un consulto dal vivo, con cordialità,
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Studio di Psicologia clinica dr. Ennio Preziosi – PSICOLOGO, Dottore di Ricerca (Ph.D.) V. Roma, 112 - 84121 Salerno. Per informazioni e appuntamenti: 089.220058 / 320.0289225 |