Mito e scienza dell’ipnosi

SPETTACOLO E TERAPIA.

Accenno alle numerose misconception generate dal secolare utilizzo spettacolaristico dell’ipnosi. Gli scopi della dimostrazione artistica sono piacevoli e interessanti, ma anche illuminanti: l’ipnotista che lavora sui palcoscenici dimostra, con perizia scientifica, che esistono tecniche rapide di comunicazione (valide anche in psicoterapia), che mettono in moto il potere della nostra mente sulle esperienze e sui comportamenti. L’ipnosi clinica può modificare convinzioni svantaggiose per il paziente, le quali sostengono abitudini o disturbi invalidanti. E parliamo, in particolare, di fumo e dipendenze, alimentazione (binge eating), insonnia, problemi psicosessuali e psicosomatici, disturbi d’ansia.

AUTONOMIA E COERCIZIONE.

L’ipnosi clinica usata dagli psicologi abilitati è un processo che non ha niente a che fare con una metodica coercitiva anzi, al contrario, insegna al paziente il modo autonomo, efficace e sorprendente di mettersi in contatto con la parte migliore di sé. Quella parte del nostro funzionamento mentale e fisico che mantiene i nostri equilibri: l’inconscio e la sua attività motivazionale e neurovegetativa. E’ l’inconscio, in ultima analisi, che ci permette di amare, o ci condanna a soffrire. L’ipnosi fa riprendere le redini dell’equilibrio neurologico, ormonale e comportamentale che tiene in vita l’esistenza autentica e completa delle funzioni fisiologiche e di una vita relazionale soddisfacente.