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L'Ipnosi in Terapia
CURARE CON L’IPNOSI: LA FORMAZIONE DELL’IPNOTERAPEUTA MITI E ESPERIENZE: IPNOSI QUOTIDIANE: COSA AVVIENE QUANDO INDUCIAMO UNA TRANCE LE SEDUTE: L’IPNOSI AIUTA A DESUGGESTIONARCI CURARE CON L’IPNOSI: In 4000 anni di storia dell’ipnosi, da un “periodo mistico-magnetico” siamo giunti all’attuale “periodo psicologico-neurologico” delle nostre applicazioni. Lo stato corrente della ricerca sulla salute e sul benessere mentale vede risultati acclarati dell’ipnositerapia (Sferrazza, 2007) nell’insonnia, negli attacchi di panico, nell’ansia generalizzata (che può manifestarsi, ad esempio, con l’onicofagia), nelle fobie specifiche, nell’ansia sociale (senso di inadeguatezza e angoscia relazionale, lavorativa, di coppia); nel disturbo post traumatico da stress, nel disturbi dell’adattamento e nelle sindromi ossessivo-compulsive. Non ultimo, l’ipnosi è indicata nel trattamento delle dipendenze (nicotina, stupefacenti, alimentazione incontrollata). Curare con l’ipnosi significa dare risposta all’indispensabile bisogno di chi si rivolge a noi: consolidare i punti di arrivo di un percorso di analisi, in modo tale che tale percorso diventi risultato. L’ipnositerapia o ipnoterapia è anche in grado di risolvere, con efficienza e stabilmente (operando eventuali “richiami”) problemi comportamentali specifici legati al quadro di disagi che hanno spinto il paziente a rivolgersi a noi. Essere in trance significa avere un’esperienza innanzitutto soggettivamente piacevole e già di per sé benefica. E’ uno stato naturale che ha potenzialità sconfinate e durature quando adoperate da uno psicologo abilitato. LA FORMAZIONE DELL’IPNOTERAPEUTA. La formazione tecnica dello psicologo o del medico che la pratica è regolamentata dalla legge. Inoltre, i titoli accademici necessari quali i corsi di Specializzazione, i Dottorati di ricerca (Ph.D.) e la pratica clinica non possono essere avulsi da un percorso di ipnositerapia personale sperimentata dall’ipnoterapeuta stesso. E’ per questo che pratico formazione e applicazioni cliniche con passione e predisposizione personali, in seno all’Istituto Skinner di Roma - sede di Napoli, con Giuseppe Sferruzza. MITI E ESPERIENZE: Accenno alle numerose misconception generate dal secolare utilizzo spettacolaristico della tecnica. Gli scopi della dimostrazione artistica sono piacevoli e interessanti, ma anche illuminanti: l’ipnotista che lavora sui palcoscenici dimostra, con perizia scientifica, che esistono tecniche rapide di comunicazione (valide anche in psicoterapia), che mettono in moto il potere della nostra mente sulle esperienze e sui comportamenti. L’ipnosi clinica può modificare convinzioni svantaggiose per il paziente, le quali sostengono abitudini o disturbi invalidanti. E parliamo, in particolare, di fumo e dipendenze, alimentazione (binge eating), insonnia, problemi psicosessuali e psicosomatici, disturbi d’ansia. L’ipnosi clinica usata dagli psicologi abilitati è un processo che non ha niente a che fare con una metodica coercitiva anzi, al contrario, insegna al paziente il modo autonomo, efficace e sorprendente di mettersi in contatto con la parte migliore di sé. Quella parte del nostro funzionamento mentale e fisico che mantiene i nostri equilibri: l’inconscio e la sua attività motivazionale e neurovegetativa. E’ l’inconscio, in ultima analisi, che ci permette di amare, o ci condanna a soffrire. L’ipnosi fa riprendere le redini dell’equilibrio neurologico, ormonale e comportamentale che tiene in vita l’esistenza autentica e completa delle funzioni fisiologiche e di una vita relazionale soddisfacente. IPNOSI QUOTIDIANE: La trance è uno stato particolare della nostra attenzione. Quando propongo o mi viene richiesto un intervento ipnotico, faccio comprendere innanzitutto che spontaneamente, durante la giornata - a volte senza accorgercene - la mente si concede stati di trance spontanei. L’esempio più calzante è il sonno: ha inizio e si mantiene costante nella notte grazie a sofisticati meccanismi biologici del cervello e del corpo e risente dei pensieri. Se la mente glielo concede, e non siamo affetti da ansia, la nostra attenzione si focalizza tutta sul corpo abbandonato, rilassato, a volte sul nostro respiro, sulla posizione nel letto. Quando interviene un pensiero ricorrente di pericolo, o uno stimolo esterno, o un disagio fisico, l’attenzione devia il suo corso e ci si risveglia o si fatica ad addormentarsi. COSA AVVIENE QUANDO INDUCIAMO UNA TRANCE. “La trance si ottiene facendo delle transizioni progressive dalla realtà esterna alla realtà interna” (Sferrazza, 2007). Essa può essere leggera, media e profonda. Lo psicologo ricalca questi livelli nell’accompagnare, momento dopo momento, alla pratica. Noi insegniamo, ad un livello avanzato, anche a beneficiare autonomamente di autoinduzioni a casa: l’autoipnosi. LE SEDUTE: Dopo aver conosciuto il problema e dopo aver accolto eventuali domande, precisiamo poi che se lo si desidera, in qualunque momento, si può esprimere ciò che si prova o si può decidere di intervenire, o interrompere. Gli stati ansiosi acuti inizialmente possono, comprensibilmente, far decidere di opporre resistenza al lieve addormentamento che si sperimenta, e se ne discute. Ma se lo psicologo risolve questi problemi iniziando con i test di suggestionabilità: può così capire insieme al paziente, “la strada preferita” del neofita per accedere al rilassamento lento e profondo. Va rispettata la persona e il metodo va adattato per prenderne il meglio: situazioni di disagio o paura non accadono se lo psicologo condivide l’assessment, infonde fiducia, tranquillità e invita all’autonomia. Evidenziamo qui le condizioni in cui la procedura ipnotica è controindicata. Sopra accennavo agli stati ansiosi acuti, sebbene con particolari tecniche è possibile già “aggredire” l’ansia acuta portando il paziente al lavoro sulla consapevolezza muscolare (Rilassamento Neurofisiologico di Jacobson, mantenimento degli occhi aperti). Patologie psicotiche non croniche, inoltre, necessitano di un preventivo intervento riabilitativo, di tipo cognitivo ed eventualmente farmacologico e si giovano della covert hypnosis, un modello di comunicazione profonda e consapevole adatto, inizialmente, nei disturbi psichiatrici cronici. Accade quindi che la discussione, in fase di diagnosi/assessment, permetta di programmare, ad esempio, l’ipnosi come tecnica conclusiva di consolidamento dei primi obiettivi del paziente, dei primi risultati dell’incontro diagnostico e successivamente degli risultati conclusivi del cammino terapeutico cognitivo-comportamentale (ed eventualmente farmacologico). Ho messo in moto, nella mia attività di formazione e ricerca applicata, i naturali processi che portano a “far aprire le orecchie all’inconscio” che è dentro di noi per liberarlo. Ciò che accade nello stato di rilassamento profondo ipnotico, è proprio il sorgere di una condizione di ricettività e di accesso ai nostri ricordi da rielaborare, in modo da rispondere, nella vita quotidiana, ai suggerimenti terapeutici formulati insieme in seduta e condivisi dall’ipnoterapeuta. Leggi come si praticano le tecniche nella sezione: Scarica le istruzioni per il METODO DI RILASSAMENTO JACOBSON COSA
FA LO PSICOLOGO CONTEMPORANEO
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Studio di Psicologia clinica dr. Ennio Preziosi – PSICOLOGO, Dottore di Ricerca (Ph.D.) V. Roma, 112 - 84121 Salerno. Per informazioni e appuntamenti: 089.220058 / 320.0289225 |