logo.png
psicologiasalerno.it Per chi cerca o ha trovato uno psicoterapeuta
cognitivo-comportamentale in Salerno e in Campania

Sei un professionista della salute?
Stabilisci un contatto per info o scambio banner/link exchange

consulto
Voglio richiedere un consulto gratuito

In primo piano:
    
PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELL'ANSIA. PARTE I: PENSIERO E CORPO
PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE DELL'ANSIA. PARTE II: LE TECNICHE

ipnositerapia in Roma, prof. Sferrazza
Ipnositerapia-Psicoterapia Olistica
Prof. Giuseppe Sferrazza (Roma)

 

L'Ipnosi in Terapia

Ennio Preziosi, Ph.D.

 

CURARE CON L’IPNOSI:
LE INDICAZIONI DELL’IPNOSI IN PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

I TEMPI E LA DURATA

LA FORMAZIONE DELL’IPNOTERAPEUTA

MITI E ESPERIENZE:
SPETTACOLO E TERAPIA

AUTONOMIA E COERCIZIONE

IPNOSI QUOTIDIANE:
COSA AVVIENE QUANDO ENTRIAMO IN TRANCE

COSA AVVIENE QUANDO INDUCIAMO UNA TRANCE

LE SEDUTE:
INFORMARE E CONDIVIDERE GLI OBIETTIVI

QUALI LIMITI HA L’IPNOSI

L’IPNOSI AIUTA A DESUGGESTIONARCI

logo.png

CURARE CON L’IPNOSI:
LE INDICAZIONI DELL’IPNOSI IN PSICOTERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE.

   In 4000 anni di storia dell’ipnosi, da un “periodo mistico-magnetico” siamo giunti all’attuale “periodo psicologico-neurologico” delle nostre applicazioni. Lo stato corrente della ricerca sulla salute e sul benessere mentale vede risultati acclarati dell’ipnositerapia (Sferrazza, 2007) nell’insonnia, negli attacchi di panico, nell’ansia generalizzata (che può manifestarsi, ad esempio, con l’onicofagia), nelle fobie specifiche, nell’ansia sociale (senso di inadeguatezza e angoscia relazionale, lavorativa, di coppia); nel disturbo post traumatico da stress, nel disturbi dell’adattamento e nelle sindromi ossessivo-compulsive. Non ultimo, l’ipnosi è indicata nel trattamento delle dipendenze (nicotina, stupefacenti, alimentazione incontrollata).
   La psicosomatica e la mia pratica clinica di équipe la contemplano anche nella consulenza di coppia, nella cura dell’impotenza, dell’eiaculazione precoce e del vaginismo (Kappas, 1971; Kaplan, ed. 2005); nella cura dei disordini gastrointestinali su base ansiosa e nel controllo del peso (Preziosi, E. & Preziosi, G., 2008). In speciali setting, come quello odontoiatrico, chirurgico o oncologico, l’ipnosi è nota per il suo straordinario utilizzo nella terapia del dolore (Erickson, 1980; Granone, ed. 2000) e della cura dei traumi da abuso sessuale o da eventi catastrofici, in psicologia di emergenza.
    Differente è l’impiego dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing: Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i Movimenti oculari), tecnica che merita una trattazione a parte e che non si configura come ipnotica.
   Numerosi sono quindi gli obiettivi e i metodi sviluppati nel corso della ricerca: la pratica clinica li adatta all’unicità della persona e dei suoi “stressor”, con l’enorme utilità di lavorare direttamente con l’inconscio.

I TEMPI E LA DURATA.

   Curare con l’ipnosi significa dare risposta all’indispensabile bisogno di chi si rivolge a noi: consolidare i punti di arrivo di un percorso di analisi, in modo tale che tale percorso diventi risultato. L’ipnositerapia o ipnoterapia è anche in grado di risolvere, con efficienza e stabilmente (operando eventuali “richiami”) problemi comportamentali specifici legati al quadro di disagi che hanno spinto il paziente a rivolgersi a noi. Essere in trance significa avere un’esperienza innanzitutto soggettivamente piacevole e già di per sé benefica. E’ uno stato naturale che ha potenzialità sconfinate e durature quando adoperate da uno psicologo abilitato.

LA FORMAZIONE DELL’IPNOTERAPEUTA.

   La formazione tecnica dello psicologo o del medico che la pratica è regolamentata dalla legge. Inoltre, i titoli accademici necessari quali i corsi di Specializzazione, i Dottorati di ricerca (Ph.D.) e la pratica clinica non possono essere avulsi da un percorso di ipnositerapia personale sperimentata dall’ipnoterapeuta stesso. E’ per questo che pratico formazione e applicazioni cliniche con passione e predisposizione personali, in seno all’Istituto Skinner di Roma - sede di Napoli, con Giuseppe Sferruzza.
   Un clinico esperto e abilitato deve anche aver toccato con mano l’esperienza ipnotica personalmente e quotidianamente nel lavoro clinico e di ricerca.

MITI E ESPERIENZE:
SPETTACOLO E TERAPIA.

   Accenno alle numerose misconception generate dal secolare utilizzo spettacolaristico della tecnica. Gli scopi della dimostrazione artistica sono piacevoli e interessanti, ma anche illuminanti: l’ipnotista che lavora sui palcoscenici dimostra, con perizia scientifica, che esistono tecniche rapide di comunicazione (valide anche in psicoterapia), che mettono in moto il potere della nostra mente sulle esperienze e sui comportamenti. L’ipnosi clinica può modificare convinzioni svantaggiose per il paziente, le quali sostengono abitudini o disturbi invalidanti. E parliamo, in particolare, di fumo e dipendenze, alimentazione (binge eating), insonnia, problemi psicosessuali e psicosomatici, disturbi d’ansia.

AUTONOMIA E COERCIZIONE.

   L’ipnosi clinica usata dagli psicologi abilitati è un processo che non ha niente a che fare con una metodica coercitiva anzi, al contrario, insegna al paziente il modo autonomo, efficace e sorprendente di mettersi in contatto con la parte migliore di sé. Quella parte del nostro funzionamento mentale e fisico che mantiene i nostri equilibri: l’inconscio e la sua attività motivazionale e neurovegetativa. E’ l’inconscio, in ultima analisi, che ci permette di amare, o ci condanna a soffrire. L’ipnosi fa riprendere le redini dell’equilibrio neurologico, ormonale e comportamentale che tiene in vita l’esistenza autentica e completa delle funzioni fisiologiche e di una vita relazionale soddisfacente.

IPNOSI QUOTIDIANE:
COSA AVVIENE QUANDO ENTRIAMO IN TRANCE.

   La trance è uno stato particolare della nostra attenzione. Quando propongo o mi viene richiesto un intervento ipnotico, faccio comprendere innanzitutto che spontaneamente, durante la giornata - a volte senza accorgercene - la mente si concede stati di trance spontanei. L’esempio più calzante è il sonno: ha inizio e si mantiene costante nella notte grazie a sofisticati meccanismi biologici del cervello e del corpo e risente dei pensieri. Se la mente glielo concede, e non siamo affetti da ansia, la nostra attenzione si focalizza tutta sul corpo abbandonato, rilassato, a volte sul nostro respiro, sulla posizione nel letto. Quando interviene un pensiero ricorrente di pericolo, o uno stimolo esterno, o un disagio fisico, l’attenzione devia il suo corso e ci si risveglia o si fatica ad addormentarsi.
   Siamo in una leggera trance anche quando fissiamo un panorama o siamo assorbiti completamente da un impegno mentale o sentimentale, quando siamo immersi in un gioco, in una melodia, in un film o nei “sogni a occhi aperti”, o parimenti quando subiamo un trauma improvviso e spaventoso e restiamo “impietriti” o congelati nelle nostre emozioni. Durante le nostre trance quotidiane il tempo e lo spazio sembrano non contare più: sono sospesi, e spesso “non facciamo caso” a ciò che avviene attorno, ad eccezione di quello stimolo su cui siamo concentrati.
   Ancora, stati simili si riscontrano in disturbi depressivi, ma la distinzione da fare è tra normale “pausa dall’esterno (con assorbimento dell’attenzione e quindi trance) e stati catatonici di una sindrome particolare. L’ipnosi riproduce quel percorso di allentamento dei processi inibitori della mente, e nella sessione terapeutica iniziale il paziente (che non deve parlare o compiere azioni) può arrivare a non sentire nemmeno i dolori. E’ noto infatti l’impiego dell’ipnosi in chirurgia o in odontoiatria o in oncologia (v. sopra).

COSA AVVIENE QUANDO INDUCIAMO UNA TRANCE.

   “La trance si ottiene facendo delle transizioni progressive dalla realtà esterna alla realtà interna” (Sferrazza, 2007). Essa può essere leggera, media e profonda. Lo psicologo ricalca questi livelli nell’accompagnare, momento dopo momento, alla pratica. Noi insegniamo, ad un livello avanzato, anche a beneficiare autonomamente di autoinduzioni a casa: l’autoipnosi.
   In studio invitiamo a concentrarsi sulle immagini e sulle parole che suggeriamo al paziente, in un processo lento e rilassante di liberazione, e molto guidato dal rilassamento progressivo (Rilassamento frazionato di Vögt, ad esempio) che inizia il viaggio verso la trance, più o meno profonda a seconda del momento della terapia e di variabili che spieghiamo nei paragrafi successivi. 

LE SEDUTE:
INFORMARE E CONDIVIDERE GLI OBIETTIVI.

   Dopo aver conosciuto il problema e dopo aver accolto eventuali domande, precisiamo poi che se lo si desidera, in qualunque momento, si può esprimere ciò che si prova o si può decidere di intervenire, o interrompere. Gli stati ansiosi acuti inizialmente possono, comprensibilmente, far decidere di opporre resistenza al lieve addormentamento che si sperimenta, e se ne discute. Ma se lo psicologo risolve questi problemi iniziando con i test di suggestionabilità: può così capire insieme al paziente, “la strada preferita” del neofita per accedere al rilassamento lento e profondo. Va rispettata la persona e il metodo va adattato per prenderne il meglio: situazioni di disagio o paura non accadono se lo psicologo condivide l’assessment, infonde fiducia, tranquillità e invita all’autonomia.
   Elemento essenziale per prepararsi a “lasciarsi andare”, nel corso della lenta induzione ipnotica, sono quindi la serietà del professionista, che informa sui processi, sugli obiettivi e, non ultimo, su tutte le domande del paziente relative alla propria formazione scientifica e a ciò che accadrà o non accadrà. Aprendo a un’esperienza dove i diritti di informazione, di gradualità o anche di resistenza sono accolti e risolti.
   Libertà e atteggiamento inesigente (sospensione dell’atteggiamento di rincorsa all’obiettivo), e allentamento delle paure sono le espressioni più utili che un neofita collaborativo e fiducioso coltiva, per poi assaporare i benefici di una parentesi di immersione lenta dentro se stesso.

QUALI LIMITI HA L’IPNOSI.

   Evidenziamo qui le condizioni in cui la procedura ipnotica è controindicata. Sopra accennavo agli stati ansiosi acuti, sebbene con particolari tecniche è possibile già “aggredire” l’ansia acuta portando il paziente al lavoro sulla consapevolezza muscolare (Rilassamento Neurofisiologico di Jacobson, mantenimento degli occhi aperti). Patologie psicotiche non croniche, inoltre, necessitano di un preventivo intervento riabilitativo, di tipo cognitivo ed eventualmente farmacologico e si giovano della covert hypnosis, un modello di comunicazione profonda e consapevole adatto, inizialmente, nei disturbi psichiatrici cronici. Accade quindi che la discussione, in fase di diagnosi/assessment, permetta di programmare, ad esempio, l’ipnosi come tecnica conclusiva di consolidamento dei primi obiettivi del paziente, dei primi risultati dell’incontro diagnostico e successivamente degli risultati conclusivi del cammino terapeutico cognitivo-comportamentale (ed eventualmente farmacologico).
   Accade poi che gli iniziali benefici della terapia ipnotica danno una spinta magnifica alla motivazione verso questa efficiente opzione terapeutica, che è sempre meglio conosciuta anche dai medici di medicina generale e dagli infermieri. Ciò si traduce in una fiduciosa esperienza del gentile e guidato “ingresso dentro di sé” che l’ipnosi offre.
   L’ipnosi viene discussa e indicata quindi in fase diagnostica e in fase terapeutica. La corrente clinica della Programmazione Neurolinguistica (PNL) e delle Scienze cognitive sono i pilastri operativi di queste fasi di riscoperta e guarigione psicologica.

L’IPNOSI AIUTA A DESUGGESTIONARCI.

   Ho messo in moto, nella mia attività di formazione e ricerca applicata, i naturali processi che portano a “far aprire le orecchie all’inconscio” che è dentro di noi per liberarlo. Ciò che accade nello stato di rilassamento profondo ipnotico, è proprio il sorgere di una condizione di ricettività e di accesso ai nostri ricordi da rielaborare, in modo da rispondere, nella vita quotidiana, ai suggerimenti terapeutici formulati insieme in seduta e condivisi dall’ipnoterapeuta.
   Si accede così alle risorse del nostro cervello (espansione della coscienza, recupero dell’autostima, del rapporto con il cibo) e alla libertà dalle dipendenze e dalle suggestioni stressanti o dannose che provengono dalla sofferenza, dal passato e dalla società.

© ENNIO PREZIOSI. Ph.D. 

download.jpg

Leggi come si praticano le tecniche nella sezione:
ARTICOLI SCIENTIFICI DI AUTOAIUTO e nella sezione
ANSIA E STRESS

Scarica le istruzioni per il METODO DI RILASSAMENTO JACOBSON
    Scarica le VENTI DOMANDE PER LO SVILUPPO PERSONALE

      Vedi anche:

COSA FA LO PSICOLOGO CONTEMPORANEO
AMORE E COMUNICAZIONE

 

test.jpg

Test: Che problemi psicologici ho?

 

Processi e metodi della risposta di aiuto psicologico.
Manifesto professionale di Ennio Preziosi, Ph.D.

 
 
Psicologo in Salerno dr. Ennio Preziosi, Ph.D - Ansia, Depressione, Sessualità, Dipendenze, Ipnosi, Tecniche di Rilassamento, trattamento cognitivo

Studio di Psicologia clinica dr. Ennio Preziosi – PSICOLOGO, Dottore di Ricerca (Ph.D.)

V. Roma, 112 - 84121 Salerno. Per informazioni e appuntamenti: 089.220058 / 320.0289225


GRAPHIC & DESIGN
BY KENSHIN988
www.psicologiasalerno.it © ALL RIGHTS RESERVED © 2010