Limiti e risorse dell’ipnositerapia

QUALI LIMITI HA L’IPNOSITERAPIA.

Evidenziamo qui le condizioni in cui la procedura ipnotica è controindicata. Sopra accennavo agli stati ansiosi acuti, sebbene con particolari tecniche è possibile già “aggredire” l’ansia acuta portando il paziente al lavoro sulla consapevolezza muscolare (Rilassamento Neurofisiologico di Jacobson, mantenimento degli occhi aperti). Patologie psicotiche non croniche, inoltre, necessitano di un preventivo intervento riabilitativo, di tipo cognitivo ed eventualmente farmacologico e si giovano della covert hypnosis, un modello di comunicazione profonda e consapevole adatto, inizialmente, nei disturbi psichiatrici cronici. Accade quindi che la discussione, in fase di diagnosi/assessment, permetta di programmare, ad esempio, l’ipnosi come tecnica conclusiva di consolidamento dei primi obiettivi del paziente, dei primi risultati dell’incontro diagnostico e successivamente degli risultati conclusivi del cammino terapeutico cognitivo-comportamentale (ed eventualmente farmacologico).
Accade poi che gli iniziali benefici della terapia ipnotica danno una spinta magnifica alla motivazione verso questa efficiente opzione terapeutica, che è sempre meglio conosciuta anche dai medici di medicina generale e dagli infermieri. Ciò si traduce in una fiduciosa esperienza del gentile e guidato “ingresso dentro di sé” che l’ipnosi offre.
L’ipnosi viene discussa e indicata quindi in fase diagnostica e in fase terapeutica. La corrente clinica della Programmazione Neurolinguistica (PNL) e delle Scienze cognitive sono i pilastri operativi di queste fasi di riscoperta e guarigione psicologica.

L’IPNOSI AIUTA A DESUGGESTIONARCI.
Ho messo in moto, nella mia attività di formazione e ricerca applicata, i naturali processi che portano a “far aprire le orecchie all’inconscio” che è dentro di noi per liberarlo. Ciò che accade nello stato di rilassamento profondo ipnotico, è proprio il sorgere di una condizione di ricettività e di accesso ai nostri ricordi da rielaborare, in modo da rispondere, nella vita quotidiana, ai suggerimenti terapeutici formulati insieme in seduta e condivisi dall’ipnoterapeuta.
Si accede così alle risorse del nostro cervello (espansione della coscienza, recupero dell’autostima, del rapporto con il cibo) e alla libertà dalle dipendenze e dalle suggestioni stressanti o dannose che provengono dalla sofferenza, dal passato e dalla società.

© 2015 – http://www.psicologiasalerno.it (di Ennio Preziosi)